La sigillatura è una metodica preventiva dedicata in particolare ai molari appena erotti (ovvero ai “denti permanenti appena spuntati”) ed in generale a tutte quelle zone dei denti di difficile detersione. Le superfici dei denti infatti, soprattutto le superfici masticatorie (o occlusali) dei molari, hanno profondi solchi,  caratteristica anatomica questa che permette alla placca batterica di infiltrarsi e rimanere intrappolata e che quindi fa risultare queste aree fortemente esposte al rischio di carie, anche nei bambini con una buona igiene orale. Infatti solchi e fosse dentali rendono difficile la rimozione della placca batterica e costituiscono dei siti preferenziali in cui i microrganismi, attraverso il loro metabolismo, producono acidi e creano un ambiente dal pH molto ridotto, generando così una locale demineralizzazione dello smalto, potenziale inizio di un processo carioso. Se consideriamo poi che soprattutto i primi molari permanenti fanno la loro comparsa ad un’età in cui è massimo il consumo di zuccheri, ovvero intorno ai 6 anni e che difficilmente a quell’età i bambini abbiano già acquisito una grande dimestichezza nell’uso dello spazzolino, capiamo bene perché, tra i denti permanenti, sono quelli che subiscono le più precoci e gravi lesioni cariose. La sigillatura, ovvero la chiusura di solchi e fosse impedisce l’attuarsi di questo processo.

Tale metodica, comunemente adottata già da alcuni decenni, è una particolare strategia difensiva, che consiste nel proteggere dalla carie i solchi dei molari: i denti vengono trattati con un acido che aumenta la porosità dello smalto, in modo da renderlo maggiormente adatto a trattenere il materiale resinoso molto fluido che viene fatto scorrere all’interno dei solchi e che viene poi indurito con una lampada alogena. Questo metodo ha il compito di proteggere lo smalto di quelle zone nascoste e difficili da pulire, nelle quali possono annidarsi residui alimentari e placca batterica, in modo da renderlo inattaccabile dai germi e di conseguenza dalla carie.

La sigillatura è dunque una pratica rapida, indolore e poco costosa, soprattutto se si pensa ai vantaggi che fornisce ed alle cure, sicuramente più invasive (e costose!) cui si evita di andare incontro grazie ad una metodica semplice ma allo stesso tempo estremamente efficace.

Non richiede quindi l’uso dell’ anestesia e del trapano e pertanto viene sempre accettata senza alcun problema dai bambini, anche dai più problematici e paurosi. L’applicazione dura anche diversi anni e va ripetuta solo nel caso in cui la resina si consumi. E’ importante però che il bambino (e il genitore!) capisca che non bisogna sentirsi esonerati dall’eseguire corrette manovre di igiene orale, che ricoprono sempre e comunque un ruolo primario nella prevenzione di altri tipi di lesioni cariose (carie negli spazi interdentali, del colletto…) e di problemi orali.

Gli effetti della perdita dei denti

Mentre molte persone non considerano critica la perdita di un dente, a meno che non sia uno dei denti anteriori, le conseguenze a lungo termine della perdita dei denti possono essere molto gravi per tutta la bocca. I denti sono fatti per lavorare insieme come una squadra e la perdita di uno può infatti compromettere la funzione degli altri. Oltre all’ estetica, la perdita dentale comporta: malocclusione, problemi gengivali e parodontali, estrusione di denti, problemi fonetici, frattura di ricostruzioni o denti residui, problemi articolari, fino a compromettere la qualità della vita.

La perdita di un dente comporta il movimento degli altri vicini al fine di occupare lo spazio lasciato vuoto, e l’ estrusione di quelli dell’ arcata antagonista. Quando un dente comincia ad estrudere, le radici di questo si ritroveranno esposte, con inevitabile aumento di rischio di carie, problemi parodontali, mobilità e sensibilità a caldo e freddo (come in foto). Quando un dente si inclina o ruota per occupare lo spazio perso dai denti adiacenti diventa estremamente complicato da mantenere pulito e perde l’ adeguata funzione masticatoria.

D’ altra parte la mancanza di diversi denti in un lato della bocca comporta lo spostarsi di tutti gli stress masticatori sul lato opposto, col rischio di fratture dentali ma soprattutto di problematiche all’ articolazione della mandibola (click, scrosci e dolori).

Abbiamo precedentemente parlato di come infezioni del cavo orale siano correlato a diverse patologie sistemiche, per questo mettiamo al centro della nostra pratica clinica quotidiana la prevenzione. La prevenzione é il metodo più efficace per mantenere in salute i denti e la bocca e ridurre al minimo i costi. I nostri pazienti sono sottoposti a regolari sedute di igiene ed esami radiografici quando necessari, e diamo tutte le informazioni su come pulire a casa ogni singolo spazio dentale proprio per evitare riabilitazioni più indaginose e costose in futuro.

Un adeguato regime di igiene orale domiciliare permette di controllare la placca, responsabile di carie e malattie parodontali. Quando un paziente completa un piano di cura, viene invitato a seguire la terapia di mantenimento più adeguata alle sue esigenze.

Se il trattamento di un problema dentale viene trascurato o posticipato, la sua risoluzione diverrá sempre più costosa e complessa nel tempo. Ripristinare un dente perso sará quasi sempre molto più costoso di salvarne uno con problemi già in atto.

Per questo offriamo ai nostri pazienti un check up dentale completo di radiografie digitali giá in prima visita.

La perdita di un dente può essere determinata da carie, malattia parodontale o fratture. È possibile il recupero di denti anche molto compromessi, il cui costo è molto inferiore a grosse riabilitazioni con grandi ponti o impianti una volta che diversi elementi sono irrecuperabili.

Si possono recuperare denti con malattia parodontale anche in stato avanzato, e di cui il paziente percepisce l’ aumentata mobilità. Disponiamo infatti di tecniche chirurgiche rigenerative e tecniche più conservative mediate laser, che permettono di curare la parodontite riducendo sensibilmente sia i costi, che il numero di sedute e la morbidità post operatoria.