Come pulire un impianto dentale? 5 consigli utili

Come pulire un impianto dentale. 5 consigli utili

Come pulire correttamente un impianto dentale? Ecco 5 consigli che fanno la differenza

La pulizia dell’impianto dentale è decisiva per la durata che questo avrà nel tempo.

Le installazioni possono resistere anche decenni, ma è necessario seguire con cura le norme di igiene orale consigliate dal dentista.

Una pulizia dei denti inadeguata rischia di far accumulare e progredire il tartaro, che nel tempo può mettere a rischio anche l’installazione.

Ecco 5 consigli pratici per pulire un impianto dentale:

1. Utilizza lo scovolino

E’ lo strumento più utilizzato e facilmente reperibile in commercio. Si tratta di uno spazzolino dotato di una testa di piccole dimensioni e setole artificiali dritte, ideale per rimuovere piccoli residui in spazi come ponti e corone. La misura ideale delle spazzole dello scovolino è data dalla distanza dei denti; il suo l’inserimento tra di essi deve richiedere una pressione ma minima, senza causare arrossamenti. Va utilizzato infatti con delicatezza per evitare infiammazioni e traumi gengivali.

Da tener presente che il movimento corretto per liberare i denti dai residui è orizzontale dall’alto al basso nell’arcata superiore. Movimento invece contrario, per l’arcata inferiore.

Consigliamo l’utilizzo quotidiano di questo strumento almeno due o tre volte al giorno.

2. Risciacqua con l’idropulsore

Dopo aver usato lo scovolino, il getto di acqua tiepida dell’idropulsore lava via i residui, specialmente i più grossolani.

È utile inoltre per la pulizia del solco gengivale e degli spazi interdentali. Il getto di acqua è regolabile, fino a 3000 pulsazioni al minuto ma il nostro suggerimento è di non abusare con la pressione e nemmeno con la temperatura dell’acqua, che deve essere tiepida. Le gengive, i denti e il nuovo impianto dentale sono sensibili; è bene quindi prendersene cura senza troppa forza (anche per non intaccare la ceramica dell’installazione).

L’idropulsore non sostituisce il filo interdentale, che è uno strumento altrettanto valido per la pulizia dentale.

3. Non mancare alle visite di controllo e di igiene orale

Le operazioni quotidiane di pulizia orale a casa sono fondamentali ma lo sono altrettanto i richiami di controllo e di igiene.

Nello studio dentistico un team di professionisti controlla lo stato di salute e l’igiene dell’impianto, intervenendo prontamente con ablazioni di tartaro se necessario.

Depositi non curati, possono essere insidiosi tanto da portare alla distruzione ossea intorno alla sede degli impianti.

L’indicazione di Clinica Dentale Corese, data dall’esperienza delle numerose installazioni effettuate, è di recarsi alle visite di controllo ogni due o quattro mesi; e due volte all’anno per sessioni di igiene.

Diversamente, nei casi di infiammazioni (es. la parodontite) dolori o sanguinamenti, è bene richiedere subito appuntamento per una visita.

4. Aiutati con gel e dentifrici al fluoro

Per un’ulteriore protezione dell’installazione, suggeriamo gel al fluoro o dentifrici non abrasivi. In più occasioni abbiamo parlato dei benefici del fluoro, se usato nelle giuste quantità. Utile anche in questa circostanza per pulire e lenire eventuali infiammazioni gengivali. 

5. Non fumare

Le buone norme di igiene orale tra denti naturali e impianto sono più o meno le stesse.

In entrambi i casi, il fumo rappresenta un notevole limite all’igiene di gengive e cavo orale.

In aggiunta a quanto suggerito, anche il normale spazzolino manuale o elettrico è un valido alleato, purché le setole siano morbide e i movimenti delicati.

I denti vanno puliti accuratamente sia nella loro superficie interna che esterna, per almeno due minuti; specialmente dopo i pasti.

La pulizia dell’impianto dentale subito dopo l’intervento

come pulire un impianto dentale. 5 consigli utili_Clinica Dentale Corese

Nel periodo successivo all’operazione (due o tre settimane) quando ancora la ferita deve rimarginarsi, è importante evitare la contaminazione di questa.

Il paziente dovrà pulire i denti con uno spazzolino chirurgico, dotato di morbide setole ideali per pulire con delicatezza anche la ferita ancora non rimarginata.

Saranno inoltre di particolare aiuto gli sciacqui con specifici colluttori e gel a base antimicrobica.

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